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Incantesimi runici

La tradizione runica è legata al mondo degli incantesimi fin dai tempi più arcaici. In misura simile a quanto è contenuto nelle sapienze cosiddette "sciamaniche", anche le antiche popolazioni del settentrione europeo ritenevano che le cause delle malattie e delle avversità dovessero essere cercate nell'influsso di un'energia negativa perturbatrice dell'equilibrio dell'essere umano. Il processo di guarigione dalle malattie e la realizzazione di condizioni favorevoli sarebbe consistito nel eseguire atti e rituali per ripristinare l'equilibrio del corpo, della mente e dello spirito.

Quantunque attualmente tale spiegazione possa apparire superficiale e generica, è non di meno evidente che la fiducia nelle guarigioni e nelle buone sorti individuali risiedano, nei tempi antichi come ora, soprattutto nella prevenzione e nella terapia tangibile dei morbi nonché nel giusto comportamento che ogni individuo dovrebbe tenere: infatti nessuno pretende che gli incantesimi delle rune possano guarire un paziente da una malattia grave o terminale, oppure ricondurre ad uno stato esistenziale ottimale chi di danni ne ha combinati troppi con il suo comportamento. Tuttavia i segni runici sembra che svolgano un ruolo assai importante nella prevenzione dello sviluppo di energie negative e nella attrazione di quelle positive.

Attualmente esistono numerosi metodi di applicazione dei cosiddetti "incantesimi runici", già praticati secoli or sono, che tenterò di esporre in questa sede il più fedelmente possibile. Uno dei metodi estremamente semplici d'incantesimo consiste nel tracciare su un foglio di carta la runa (o le rune) corrispondente al tipo di energia che si voglia suscitare. Fatto questo, si conserva sul proprio corpo (abiti) il foglietto di carta da utilizzare come un amuleto.

Un altro metodo consiste nel farsi tatuare la runa sulla pelle, anche se tale sistema sia  per lo più sconsigliato. Quasi simile è il procedimento del tatuaggio sulla pelle delle cosiddette bindrunes, letteralmente "rune legate", che sono segni grafici costituiti dall'unione di più rune a comporre una runa singola. Le bindrunes sono segni estremamente potenti, per cui l'utilizzo è riservato soltanto ai più esperti runologi che nella loro preparazione inseriscono concetti propri legati a studi ed esperienza.

Incantesimi settimanali

C'è da premettere che i singoli nomi dei giorni della settimana sono in gran parte di derivazione pagana, e racchiudono in loro un nome di arcaiche divinità: deità latine per quanto riguarda la lingua italiana, germaniche per quanto concerne la tedesca o l'inglese. Per ciascun giorno della settimana, la tradizione magica dei popoli scandinavi e germanici ha attribuito uno specifico compito alla divinità, ed un dato rituale attraverso il quale l'essere umano potrebbe loro rivolgersi per ottenerne le benevolenze, attraverso l'impiego e la facoltà di rune specifiche.


- Incantesimo della domenica

Nella tradizione dei popoli germanici e scandinavi questo giorno, chiamato "sunnadagr", era dedicato al sole. Rappresentava la vitalità, la creatività, l'orgoglio e la vita stessa. Femminile come polarità tradizionale, il sole possiede collegata la runa "sowulo" (sowilo, sigel, sigil), ma anche "raidho" (rad) legata all'idea del viaggio, degli spostamenti e di tutto quello che è connesso ai cavalli. La dea germanica del sole è Sunna (gloria degli Elfi). Nel giorno di domenica, l'incantesimo consiste soltanto nel tracciare su  una pergamena, o di incidere su legno, la runa sowulo. Si procederà alla sua purificazione con fumigazioni odorose e si porterà l'oggetto sempre con sé.
Le operazioni magiche dovranno essere eseguite nel momento di maggior potenza nel cielo della luce solare.

- incantesimo del lunedì

Il nome del giorno nella lingua correa antica è "mannidaar". Rappresenta la luna, polarità maschile nella cultura nordica. Governa il mondo delle emozioni e della fertilità, è signora delle acque che consentono la vita di tutte le cose tangibili. Nella mitologia, la luna era fratello del sole e aveva il nome di Mani. La luna è collegata alla runa "laguz", e l'incantesimo relativo è utilizzato per le azioni che vanno minuziosamente organizzate e pianificate. L'incantesimo consiste nell'eseguire concentrazioni mentali su quanto si vuole ottenere, che dovranno essere effettuate nel chiaroscuro dell'alba del lunedì, prima del sorgere del sole. La runa, preventivamente disegnata o incisa, dovrà essere stretta nella mano sinistra mentre si eseguono le meditazioni.

- incantesimo del martedì

L'antico nome del giorno era, in idioma norreno, "tyrsdagr" in onore di Tyr (Tiw o Tiwaz), divinità che rappresenta la giustizia e la disciplina, ma anche le battaglie e la guerra. E' un dio a cui bisogna rivolgersi attraverso la sua runa "taiwaz" per scopi protettivi ed apotropaici, oppure per ottenere facilità di riuscita nelle imprese grandi o piccole di ogni giorno. Taiwaz è una runa estremamente potente e deve essere usata con accortezza. L'incantesimo principale consiste nel ripetere con cadenza il nome della runa più volte nell'arco della giornata di martedì quando vi sia luce. Al tramonto, invece, l'esecutore dovrà versare del sangue di un animale domestico (ci si rivolga ad un macellaio per avere un poco di sangue di bovino, di suino o ovino) sulla runa preventivamente incisa su legno. Si dovrò portare la runa su di sé  come un amuleto, per almeno dieci giorni consecutivi.

- incantesimo del mercoledì

Il giorno era chiamano dagli scandinavi "wodanestag".
Il termine riecheggia il nome della massima divinità germanica, Wothan-Odino, alla quale il giorno era dedicato. La runa collegata è "othala" (ophila, ethel). Runa e divinità furono collegate all'ispirazione, alla magia ed all'estesi sciamanica. Si deve effettuare questo incantesimo qualora si ravvedano nelle situazioni che si prospettano l'influenza di situazioni non chiare, occulte o espressamente legate alle arti magiche. L'incantesimo va effettuato nella seconda parte della giornata, ed inizia con l'incisione su un tassello di legno della runa. Il disegno deve essere purificato con fumigazioni odorose Quindi deve essere esposto nell'ambiente più frequentato dell'abitazione, e dovrà essere rivolto ad esso un pensiero nei giorni successivi della settimana fino a quando le circostanze per le quali l'incantesimo è stato eseguito non abbiano trovato soluzione.

- incantesimo del giovedì

Il giovedì secondo la tradizione nordica è il giorno sacro al dio Thor, il dio dal "pesante-possente martello" (Thunnar, Taranis). Possiede l'antico nome di "thorsdagar".
Thor era la divinità della difesa e dell'ordine: a lei si rivolgevano coloro che si sentivano ingiustamente accusati nei processi e tutti gli umili che subivano angherie d'ogni genere. Il giovedì pertanto è, per antica tradizione, il giorno adatto per chiedere all'Alto un buon consiglio ed aiuti quando siano necessari. L'incantesimo consisteva nei tempi arcaici, principalmente nell'offerta in sacrificio a Thor di un colombo maschio. Nella quasi impossibilità, nei tempi attuali, di mantenersi osservanti dell'antico rituale, è sufficiente far volare via l'uccello dopo avere legato ad una sua zampa una carta pergamena con sopra disegnata la runa, dopo averlo tenuto debolmente tra le mani esprimendo il desiderio specifico di giustizia per se o per altre persone. L'incantesimo va compiuto di pomeriggio, prima del tramonto del sole, vicino ad una pianta i cui rami contengano spine (roseto).

- incantesimo del venerdì

Il venerdì era il "friggsdagur" degli antichi popoli norvegesi. Dedicato alla dea Friggs e connesso alla runa "inguz" (iguz, ingwaz, ing) possiede un incantesimo per ottenere armonia delle cose e piaceri d'ogni genere. Il procedimento per operare l'incantesimo è del tutto simile a quello del mercoledì. Infatti la dea Friggs fu generalmente considerata la sposa di Wothan-Odino, per cui devono essere attribuiti sostanzialmente gli stessi onori anche nel settore ritualistico. Peraltro, nelle ordinarie usanze della cultura nordica, il venerdì era la giornata prevalentemente usata per i matrimoni  a ricordo dell'unione sacra delle divinità degli Asi. Inoltre la runa inguz é la runa della dea Ing, nume della fertilità e della fecondità filiale in seno al matrimonio. E' anche la dea dell'amore e dei piaceri carnali.

-incantesimo del sabato

Nell'antica lingua norrena fu il "sattrdagr", detto anche "laugardagr" o giorno "in cui lavarsi". La runa legata alla giornata è la "gebo" e le divinità del sabato furono il dio malefico del fuoco Loki e le tre Norne, le mitiche tessitrici divine del destino individuale che avrebbero operato all'ombra dell'albero del mondo Yggdrasill. Ma esiste un'altra divinità collegata al sabato, dalla quale il giorno prese anticamente nome. E' il misconosciuto dio Sattr, "colui che siede" (il dio che riposa), divinità connessa ai tempi d'oro della mitologia durante i quali non sarebbero esistiti schiavi, subalterni e padroni.

L'incantesimo consiste del raccogliere dei rametti di quercia, meglio se nel periodo della gemmazione" e bruciarli. I fumi ottenuti devono impregnare una pergamena con già disegnata la runa gebo il sabato precedente. Il pezzetto runico deve essere conservato in casa per almeno due lunazioni, lontano dalla luce diretta del sole. L'incantesimo, secondo le arcaiche tradizioni, ha lo scopo di procurare nuove amicizie, di stipulare vantaggiosi contratti con persone influenti nell'ambito del proprio lavoro. Ottenuto lo scopo desiderato, la pergamena runica deve essere rigorosamente bruciata in onore del dio Loki.

Lo sciamanesimo runico

Quantunque non esista paragone di contenuti, né di forme e di applicazioni pratiche, tra gli incantesimi runici e lo sciamanesimo, in questa sede si vuole accennare ad una forma particolare di divinazione (anche runica) in vigore presso le popolazioni scandinave dell'antichità. Innanzi tutto c'è da dire che la magia veniva praticata principalmente da donne. La principale pratica magica era chiamata "Seidr" (agitarsi) e presentava somiglianza con alcune forme di sciamanesimo siberiano. La donna che la praticava era chiamata "seidhkona" e  di solito cadeva in una sorta di trance per l'esplicazione delle sue funzioni precipue. Era attorniata da un nugolo di mezzane che invocavano l'intervento di spiriti guida, che avrebbero dovuto rispondere a domande in merito a circostanze per le quali si chiedeva la divinazione. La pratica era sottolineata attraverso l'incisione su legno o su sassi di rune specifiche, attraverso fumigazioni con erbe aromatiche propiziatorie e con cantilene tendenzialmente ipnotiche.

Attualmente la pratica è considerata dagli antropologi una sorta di percorso spirituale femminile, che comporterebbe un rapporto diretto con il mondo degli spiriti, con l'Aldilà, per ottenere oracoli e responsi su questioni pratiche. Negli ultimi decenni, nei paesi della Scandinavia, nel Canada e negli Stati Uniti d'America, si è assistito ad un interesse sempre più crescente per queste antichissime tecniche divinatorie femminili, identificate dai credenti del culto chiamato "Asatrù" con i nomi di Spa-Spae.

Note
Silvester Ebon MacClooster "Incantesimi e rituali magici del mondo", Edizioni Formentino, 1983